Centro Storico

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Guida alla scoperta del borgo

Valentano è un antico borgo dell’Alta Tuscia affacciato sul Lago di Bolsena, a pochi chilometri dal confine con la Toscana. Il territorio era abitato già in epoca preistorica e romana; il nome del paese, invece, compare per la prima volta nel Regesto di Farfa (814) e nel Codice Amiatino (844).

Le sue strade, strette e sinuose, conservano l’assetto medievale, con case in pietra, archi in tufo e piccole piazze che si aprono improvvise tra le costruzioni. Passeggiando tra i vicoli si percepisce un’atmosfera d’altri tempi: il ritmo lento della vita di paese si intreccia alla memoria di secoli di storia, dalle origini etrusche fino al dominio dei Farnese, quando Valentano conobbe un periodo di particolare sviluppo architettonico e culturale.

Le mura di cinta, le porte d’accesso e i resti delle torri testimoniano ancora oggi l’antica funzione difensiva del borgo, mentre gli edifici signorili e le chiese arricchiscono il tessuto urbano con tracce di stili differenti, dal romanico al rinascimentale. La piazza principale, cuore pulsante della comunità, accoglie eventi, mercati e momenti di socialità, mantenendo viva una tradizione di incontro che risale a molti secoli fa.

La scoperta del borgo inizia da Largo Santa Croce, dominato dalla Chiesa di Santa Maria del Confalone, oggi nota come Chiesa di Santa Croce, che conserva all’interno un affresco del Quattrocento raffigurante la Madonna col Bambino con due battenti genuflessi.

Proseguendo lugo via Roma si incontra Porta Magenta (1779), caratterizzata dal curioso mascherone, ricostruita dopo un probabile terremoto e il primo tratto delle cosiddette “mura castellane”, fatte riedificare a fine 1200.

Oltrepassata Porta Magenta si giunge in Piazza Cavour sulla quale si affacciano il Palazzo Comunale (1552) e, poco distante, Palazzo Cruciani casa natale del matematico Paolo Ruffini (1765), figura di spicco della scienza italiana. Proseguendo dalla piazza verso destra si accede alla “Serciata”, antica salita in basalto, che – oltrepassato Palazzo Vitozzi (XVI secolo), colpito tragicamente durante la Seconda Guerra Mondiale da un proiettile tedesco – conduce alla piazza principale del paese, cioè Piazza della Vittoria. Su di essa si affacciano la Rocca Farnese e la Collegiata di San Giovanni Apostolo ed Evangelista.

Nel Medioevo Valentano si sviluppò come centro fortificato, entrando nel XIV secolo nei domini dei Farnese. La loro presenza trasformò profondamente il borgo: la Rocca Farnese, oggi sede del Museo della Preistoria della Tuscia, conserva cortili, logge e ambienti che raccontano la vita di corte rinascimentale.

La Chiesa Collegiata, dedicata a San Giovanni, venne realizzata intorno al 1000 ma solo due secoli dopo prese il titolo di Parrocchia: fino a quel momento la chiesa di riferimento del paese si trovava fuori le mura. L’aspetto attuale del tempio è frutto di interventi continui nel corso del tempo in particolare quelli avvenuti a cavallo tra il 1600 e il 1700. Nella Chiesa riposano i resti della Venerabile Suor Maria Geltrude Salandri e Suor Anna Maria Starnini, figure religiose di spicco per la comunità valentanese.

Dai vicoli che hanno inizio dalla piazza e che raggiungo il cuore del borgo, si giunge a piccole e caratteristiche piazze, fra cui Piazza del Chiasso con il suggestivo giardino d’inverno (l’Ortaccio), Piazza Varese e l’intima Piazza Margherita, dove sorge il Palazzo dei Gesuiti (XVII secolo) di cui si conserva l’antico stemma. Da qui il percorso conduce a Corso Matteotti e alla Chiesa di Santa Maria, edificio di origine medievale più volte restaurato nel corso dei secoli.

Proseguendo lungo il corso e varcata una antica Porta, si arriva al Piazzale di San Martino, splendida terrazza panoramica affacciata sulla caldera di Latera e sul Lago di Bolsena. 

Da questo punto privilegiato, lo sguardo percorre le dolci colline dei Colli Volsini, abbraccia i borghi di Latera, San Lorenzo, Bolsena, Montefiascone e Capodimonte, fino a raggiungere, nelle giornate più limpide, la catena appenninica con il Monte Amiata. La terrazza è quindi non solo un punto panoramico, ma una sorta di osservatorio privilegiato sulla storia geologica e culturale della Tuscia.

Il fascino della terrazza di San Martino non è sfuggito agli studiosi del XIX secolo. Tra questi, il celebre esploratore ed etruscologo George Dennis (1814-1898), autore di The Cities and Cemeteries of Etruria (Londra, 1848), lasciò una testimonianza eloquente del luogo. Durante il suo viaggio verso Valentano, provenendo da Ischia di Castro, si soffermò sul piazzale a nord, al di fuori della porta, per ammirare il paesaggio e soprattutto il Lago di Bolsena con le sue isole Martana e Bisentina, rimarcando l’intensità e la bellezza dello spettacolo naturale.

Costeggiando le antiche mura si giunge a Piazza Alfonso D’Ascenzi, “La Ripa” per i Valentanesi.  In questo angolo di borgo, alla fine del Cinquecento, sorgeva il ghetto nel quale viveva la popolazione di origine ebraica prima del suo trasferimento, voluto dai Farnese, nella capitale del Ducato Castro. Come dal piazzale di San Martino anche dalla Ripa si può godere di una rilassante visione del “Piano” dove, il 14 agosto, viene tracciato il celebre solco in onore della Madonna Assunta.  Da questo suggestivo belvedere, costeggiando sempre le mura  è possibile  ritornare a Porta Magenta, luogo d’entrata e d’uscita del paese.