Sant’Antonio Abate e l’inizio del Carnevale
Festa di S. Antonio Abate il 17 gennaio
Il 17 gennaio la comunità celebra Sant’Antonio Abate, santo molto venerato come protettore degli animali e figura centrale della tradizione religiosa e popolare. La ricorrenza segna simbolicamente anche l’inizio del Carnevale, aprendo un periodo di festa che unisce sacro e profano.
La celebrazione si svolge presso la Chiesa di Santa Croce, dove è custodita l’immagine del Santo, trasferita in passato dalla Chiesa di Sant’Antonio Abate. I riti religiosi sono preceduti da un triduo di preparazione, che coinvolge la comunità in momenti di preghiera e raccoglimento.
Uno degli aspetti più sentiti della festa è la benedizione degli animali, praticata con la reliquia del Santo e documentata almeno dal XVIII secolo. Un gesto antico che testimonia il profondo legame tra il mondo contadino, la natura e la protezione divina, valori che ancora oggi caratterizzano l’identità del territorio.
Accanto ai riti religiosi, la festa era storicamente accompagnata da usanze popolari oggi non più praticate, come la corsa del gallinaccio con gli asini, una prova di abilità e resistenza che il tempo ha reso incompatibile con la moderna sensibilità verso la tutela degli animali.
Per l’occasione, il portale della chiesa viene adornato con un festone di verde – bosso, alloro e altri rami sempreverdi – ai quali vengono appesi mandarini, simboli di abbondanza e buon auspicio. Sul piazzale antistante si accende il tradizionale “fuoco di Sant’Antonio”, rito di origine arcaica legato alla magia simpatica e al desiderio di fornire forza ed energia al sole nel cuore dell’inverno.
La festa è anche un’importante occasione di tradizione gastronomica. Protagoniste sono le mijacce, grandi frittelle preparate con pastella arricchita dal grasso delle ciancette di maiale e condite con zucchero e cannella, insieme alle struffole, dolci fritti a base di castagne, pasta, uova e zucchero. Nelle osterie e nelle abitazioni si consumano inoltre piatti semplici e sostanziosi, come fave secche cotte in umido o condite a crudo con olio d’oliva.
La ricorrenza di Sant’Antonio Abate è accompagnata anche da proverbi popolari, che legano il santo al ritmo delle stagioni e all’allungarsi delle giornate, confermando il suo ruolo di riferimento nel calendario agricolo e nella saggezza contadina.
Oggi la festa di Sant’Antonio Abate rappresenta un momento di memoria collettiva, in cui fede, tradizioni rurali e convivialità si intrecciano, offrendo a visitatori e residenti un’esperienza autentica che racconta la storia e l’anima più profonda del territorio.
A chi è rivolto
A tutti i cittadini