Dalla Località Felceti al Lago di Bolsena
Lungo la via Capodimontana, tra boschi e memorie rurali
A partire dalla frazione di Felceti, a breve distanza dal borgo di Valentano, l’itinerario segue l’antica via Capodimontana, attraversando campi coltivati, oliveti e strade rurali fino a raggiungere le sponde del Lago di Bolsena.
Ad ogni curva il paesaggio si apre progressivamente, fino a svelare l’Isola Bisentina, scrigno di storie e memorie, incastonata nella quiete delle acque lacustri. Un cammino che unisce la tranquillità della campagna valentanese alla forza magnetica del lago vulcanico.
Il territorio che circonda il Lago di Bolsena è una stratificazione continua tra natura e agricoltura. Campi coltivati, pascoli e margini stradali non sono spazi marginali, ma veri e propri corridoi ecologici che consentono la sopravvivenza e la mobilità della biodiversità. Qui sono comuni specie spontanee come la rosa canina (Rosa canina), il berretto del prete o fusaggine (Euonymus europaeus) e il tarassaco.
Il lago svolge inoltre un ruolo fondamentale come regolatore climatico, mitigando le temperature e favorendo da secoli l’agricoltura locale. Sulle acque è ormai stabile la presenza delle oche del Canada (Branta canadensis), indicatore di un ecosistema in evoluzione.
Informazioni utili
• Lunghezza: 7 km
• Durata a piedi: circa 2,5 h
• Livello: facile
Da non perdere lungo il percorso
La vista del Lago di Bolsena
Il lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa si è formato nel corso di vari millenni attraverso una serie di sprofondamenti del suolo provocati dall’attività vulcanica di molte bocche eruttive. Due di queste, le ultime in attività, si sono trasformate nelle isole Martana e Bisentina, dove la lussureggiante vegetazione contende alle rocce il contatto con le acque. Affacciandosi oggi dall’alto delle verdi colline che lo circondano, il Lago di Bolsena presenta ancora lo stesso scenario di natura incontaminata che appariva ai “viaggiatori” del passato: a Bolsena sono venuti, infatti, dal poeta Petrarca allo scrittore tedesco Goethe, dal pittore inglese Turner al musicista francese Berlioz che definì il nostro lago “un delizioso eden”.
L’affaccio sull’Isola Bisentina
Situata vicino alla riva occidentale del Lago di Bolsena, l’isola Bisentina è una delle due isole del grande lago vulcanico, la maggiore per superficie, situata di fronte all’abitato moderno di Capodimonte. Citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia, si trova a pochi chilometri dal promontorio dove sorgeva l’antica città etrusco-romana di Bisenzio, dalla quale prende il nome. Grazie a un microclima favorevole, conserva una vegetazione rigogliosa con numerose specie arboree di grande valore, fra cui alcuni alberi secolari. Abitata fin da epoche molto antiche, alla fine del XIV sec. d.C. divenne proprietà della nobile Famiglia Farnese che vi fece costruire la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, con la cupola disegnata da un allievo del Vignola, per crearvi il sepolcro di famiglia. Le sette cappelle situate sulle sue sponde, così come il convento, furono edificate dai frati minori: quella di Santa Caterina è attribuita ad Antonio Sangallo il Giovane, tra gli architetti più in vista del suo tempo, mentre gli affreschi della cappella del monte Calvario apparterrebbero alla scuola di Benozzo Gozzoli.
Di proprietà della Famiglia Rovati, l’isola Bisentina negli ultimi anni è stata oggetto di continui interventi di restauro, che hanno ampliato i percorsi e i luoghi di visita. Gli artisti contemporanei coinvolti nel progetto traggono ispirazione per le loro opere site-specific dalla storia e dalla natura di questo contesto straordinario e illustre (www.isolabisentina.org).
A poca distanza
Santuario della Madonna della Salute
A circa 2,5 km dalla località Felceti, all’ingresso del Borgo di Valentano, lungo Via del Ritiro, si trova l’antico Santuario della Madonna della Salute. Le sue origini risalgono al secolo XV, quando il brigante Francesco Portici, consegnatosi alle autorità, segnalò come luogo del proprio esilio l’aspra selva dove sorge ora il convento. La semplice cappella che vi costruì divenne attrazione per numerosi fedeli. Nel 1506 alcuni frati agostiniani edificarono al posto della cappella una chiesa dedicata alla “Madonna della Salute”. Luogo molto caro ai fedeli, e che ha ospitato diverse figure religiose nel corso dei secoli, coglie l’attenzione anche del visitatore laico, che potrà sicuramente apprezzare la chiesa e, in particolare, l’organo risalente al 1852.
L’edicola della Madonna dell’uccellino
Sempre lungo Via del Ritiro, a circa 2 km dalla località Felceti, poco prima del Santuario della Madonna della Salute, sorge l’edicola della Madonna dell’uccellino. Nel 1657 la peste aveva contagiato la zona e la comunità valentanese si rivolse alla Madonna della Salute affinché il contagio non arrivasse in paese. La leggenda narra che la peste si fermò poco fuori l’abitato, nella forma di un uccellino che morì prima di giungere ed infettare il borgo. Proprio in quel luogo, la comunità eresse l’edicola sacra a ringraziamento per l’intercessione della Madonna della Salute. L’Edicola è di particolare interesse perché conserva il dipinto originario, che porta i segni del tempo, ma in cui è ancora oggi riconoscibile l’affresco della Madonna con Bambino.